Chi sono
La fiscalità statunitense per privati italiani è una nicchia in cui ci si trova, di regola, per necessità: un adempimento imposto dall'Internal Revenue Service, una successione con asset finanziari negli Stati Uniti, oppure la richiesta di un identificativo fiscale da parte di un istituto di credito americano. Anche io vi sono entrato in questo modo. Il caso da cui è iniziato il mio percorso professionale riguardava una procedura successoria transfrontaliera con asset finanziari statunitensi — conti correnti, conti di investimento, fondi pensione di diverse tipologie (401k, ROTH IRA) — bloccati dai custodian americani in attesa di adempimenti fiscali federali. La materia richiedeva la conoscenza di due sistemi tributari distinti, quello italiano e quello statunitense, e in particolare della loro area di intersezione: la Convenzione contro le doppie imposizioni in materia di successioni Italia-Stati Uniti del 1999. Nessuno tra i professionisti italiani consultati trattava operativamente questa materia al livello di approfondimento richiesto e ho dunque ricostruito la procedura in autonomia, studiando le fonti primarie: pubblicazioni tecniche dell'IRS, istruzioni ufficiali ai moduli federali, testi delle convenzioni bilaterali, la giurisprudenza amministrativa rilevante. Ho così preparato la documentazione richiesta e gestito la corrispondenza con l'Internal Revenue Service e con tutti gli istituti finanziari coinvolti, portando a conclusione la procedura con lo sblocco degli asset.
Negli stessi anni ho maturato competenza in altre due aree connesse. Ho approfondito la procedura di richiesta dell'ITIN, l’Individual Taxpayer Identification Number per residenti italiani con obblighi fiscali statunitensi, intraprendendo il percorso per operare come Certifying Acceptance Agent — la figura autorizzata dall'IRS a certificare i documenti d'identità, così da evitare al richiedente la spedizione del passaporto negli Stati Uniti. Contemporaneamente mi sono dedicato allo studio della procedura per il recupero delle ritenute applicate ai dividendi USA in misura eccedente l'aliquota convenzionale del 15% prevista dal trattato del 1999, attraverso la compilazione del form 1040-NR, la dichiarazione dei redditi federale per stranieri non residenti.
In questi anni di studio e approfondimento mi sono reso sempre più conto che la fiscalità statunitense per privati italiani è in Italia un mercato con un’offerta strutturalmente insufficiente. I dottori commercialisti italiani — la categoria a cui la clientela istintivamente si rivolge — padroneggiano il sistema tributario italiano, ma la fiscalità federale statunitense è una materia distinta, che richiede una specializzazione a sé; i Certified Public Accountants (CPA) americani, dal canto loro, operano da una prospettiva domestica statunitense e raramente hanno cognizione delle interazioni con la fiscalità italiana o con le convenzioni bilaterali dal punto di vista italiano. Il risultato è un vuoto di offerta che coinvolge ogni anno un numero significativo di persone.
Questa presa di coscienza mi ha spinto a mettermi in proprio, con l’obiettivo di aiutare tutti i cittadini italiani che si trovano in difficoltà nel navigare le complesse interazioni tra i due sistemi fiscali: eredi di asset statunitensi, percettori di dividendi, coniugi di cittadini americani, professionisti che percepiscono compensi da fonte statunitense. Ogni pratica di cui mi occupo ha una corrispondente in un problema che ho già attraversato personalmente: i tempi di risposta dell'Internal Revenue Service, le modalità di interlocuzione con i custodian americani, i vincoli documentali della certificazione di identità, le alternative operative all'invio di documenti originali oltreoceano.
Ambito dell'attività e limiti dichiarati
La mia attività riguarda esclusivamente la fiscalità statunitense. Non predispongo dichiarazioni dei redditi italiane, Modelli 730, dichiarazioni di successione italiane, Quadri RW o altri adempimenti riservati al dottore commercialista italiano: per questi, posso eventualmente coordinarmi con il professionista italiano del cliente. Non fornisco consulenza in materia di investimenti, allocazione patrimoniale o pianificazione finanziaria, che appartengono ad altre professioni. La mia attività è svolta ai sensi della Legge 14 gennaio 2013, n. 4, recante disciplina delle professioni non organizzate in ordini o collegi.